Eppure, le piante non sempre bastano a curare i malati. In caso di necessità, infatti, i monaci ricorrono anche alla chirurgia. Vengono utilizzati strumenti come il termocautèrio. Quest’ultimo presenta una punta metallica che veniva arroventata su una fiamma ed è usato per la pratica medica della cauterizzazione. L’erbario cassinese conservato oggi a Firenze contiene anche disegni che mostrano in modo molto chiaro come utilizzarlo.
Nell’XI secolo arriva a Montecassino Costantino l’Africano. Questi è un celebre scienziato, proveniente probabilmente da Cartagine che, dopo aver studiato in Oriente, diventa un monaco benedettino. Traduce molti testi dall’arabo al latino e introduce opere nuove come il “Liber Pantegni”, che raccoglie conoscenze mediche di origine ellenistica e islamica. Il libro è dedicato all’abate Desiderio, che ha un ruolo chiave nel promuovere lo studio della medicina nell’abbazia.
Durante il suo governo, infatti, viene realizzato anche un manoscritto contenente il “Gynaecia” di Mustione (Copenaghen, Det Kongelige Bibliotek, ms. G.K.S. 1653, 4°), che illustra il funzionamento dell’apparato riproduttivo femminile e include disegni sulle posizioni del feto per affrontare casi di malpresentazione durante il parto.