Passa al contenuto principale
Striscione blu con i loghi di Unione Europea, Ministero Università e Ricerca, PNRR, UniCassino, Sapienza e testo correlato.

Leggere e scrivere in un museo benedettino

Dove e come si leggeva in un monastero benedettino? E dove e come si scriveva?

Nella sua “Regola” san Benedetto non dà nessuna indicazione precisa sui luoghi destinati alla scrittura e alla lettura. Tuttavia, oltre alla preghiera e al lavoro manuale, secondo la norma del “prega e lavora” (“Ora Et Labora”) il santo riconosce un ruolo importante alla lettura e alla meditazione delle Sacre Scritture e delle opere dei Padri della Chiesa.

Nel capitolo 48, intitolato “Il lavoro quotidiano” (“De Opera Manuum Cotidiana”), san Benedetto precisa che «l’ozio è nemico dell’anima, perciò i monaci devono dedicarsi al lavoro in determinate ore e in altre, pure prestabilite, allo studio della parola di Dio». Sempre qui sono inoltre indicati i momenti della giornata da dedicare allo studio e che cambiavano nel corso dell’anno. In tutta la “Regola”, inoltre, troviamo molti riferimenti alla lettura, sia personale sia comunitaria

Miniatura medievale che raffigura un uomo seduto con barba e tunica, impegnato nella scrittura o nella lettura di un codice blu; attorno a lui sono sparsi altri fogli o tavolette colorate, rappresentati in prospettiva semplice.

Cod. 442, p. 12