La storia dell’Abbazia di Montecassino inizia intorno all’anno 529, con l’arrivo di san Benedetto, partito da Subiaco alla ricerca di un luogo per stabilirsi con i suoi monaci. La prima comunità si insedia tra le rovine dell’antica acropoli della città romana di “Casinum”, dove vengono costruiti un oratorio dedicato a san Martino e una chiesa per san Giovanni Battista. Qui, Benedetto scrive la sua “Regola”, cioè un insieme di norme per la vita monastica, e muore nel 547 circa.
Trent’anni dopo, nel 577, i Longobardi, che avanzavano per conquistare l’Italia meridionale, distruggono l’Abbazia. I monaci si rifugiano probabilmente a Roma. La ricostruzione inizia nel 717 con l’abate Petronace. Nei secoli VIII-IX il numero dei monaci aumenta e l’Abbazia rafforza il suo ruolo politico. Nel 744, il duca di Benevento, Gisulfo II, dona al monastero ampi territori circostanti, ponendo le basi per la creazione della Terra di San Benedetto (“Terra Sancti Benedicti”), su cui l’abate ha pieni poteri.